Tra le diverse opzioni di visto disponibili per imprenditori italiani che vogliono operare negli Stati Uniti, il visto E-2 occupa una posizione speciale. Riservato ai cittadini di Paesi con cui gli Stati Uniti hanno un trattato di commercio e navigazione (l'Italia è tra questi), consente all'investitore e alla sua famiglia di vivere e lavorare negli USA per gestire un'attività in cui ha investito un capitale sostanziale.
01Cosa è e a chi è destinato
Il visto E-2 (treaty investor) è un visto non-immigrante che permette al cittadino di un Paese con trattato bilaterale di entrare e risiedere negli Stati Uniti per dirigere e sviluppare un'impresa in cui ha investito o sta attivamente investendo un capitale sostanziale.
Il visto può essere rinnovato indefinitamente finché l'attività è in corso e i requisiti sono mantenuti. Lo sponsor è il visto stesso (non un datore di lavoro americano), e il visto permette al coniuge di lavorare liberamente negli Stati Uniti senza necessità di permessi aggiuntivi.
02Il requisito dell'investimento sostanziale
La legge non fissa un importo minimo, ma la prassi consolidata indica che investimenti inferiori a 100.000 dollari sono difficili da qualificare, mentre investimenti superiori ai 150.000-200.000 dollari hanno generalmente successo se ben strutturati. L'investimento deve essere proporzionato alla natura dell'attività: più modesto per servizi professionali, più consistente per attività manifatturiere o retail.
L'investimento deve essere già effettuato o irrevocabilmente impegnato al momento della richiesta del visto. Significa che i fondi devono essere stati trasferiti negli Stati Uniti, depositati su un conto societario americano, e in parte già spesi per acquisti, locazioni, attrezzature o assunzioni.
03La natura attiva e non marginale dell'impresa
L'attività deve essere reale e operativa, non un mero veicolo passivo. Investimenti puramente immobiliari o portafogli di titoli non qualificano. L'impresa deve generare un volume di affari sufficiente a fornire più che un semplice sostentamento per la famiglia dell'investitore — il cosiddetto requisito di non marginalità.
Tipicamente significa dimostrare un business plan credibile a tre anni che porti l'impresa a generare reddito significativo e ad assumere dipendenti americani. Un'attività che dopo tre anni opera con un solo dipendente (l'investitore stesso) e fatturato modesto non soddisfa il requisito di non marginalità.
04Il processo applicativo
Il visto E-2 si richiede presso l'ambasciata americana di Roma o presso il consolato di Napoli o Milano. Non passa attraverso USCIS: è gestito direttamente dal Dipartimento di Stato e i tempi sono significativamente più rapidi rispetto ad altri visti di lavoro.
Il dossier include: prove dell'investimento (bonifici, contratti, ricevute), business plan dettagliato, statuti societari, prove di cittadinanza italiana, documentazione fiscale dell'investitore e della società, lettere di supporto bancario, e piano di assunzione di dipendenti americani.
Una volta presentato il dossier, il colloquio in ambasciata viene tipicamente fissato entro 2-6 settimane. Se l'esito è positivo, il visto viene rilasciato in pochi giorni con validità tipica di 5 anni rinnovabile.
05Il visto per la famiglia
Il coniuge e i figli minori di 21 anni dell'investitore E-2 possono ottenere visti E-2 derivati. Il coniuge ha diritto a un employment authorization document che gli permette di lavorare per qualunque datore di lavoro americano, senza restrizioni di settore. I figli possono frequentare scuole americane (pubbliche o private) per tutta la durata del visto.
Questa portabilità familiare è uno dei valori più tangibili del visto E-2: per una famiglia italiana che desidera trasferirsi negli Stati Uniti per un periodo significativo, l'E-2 è spesso la soluzione più completa e meno gravosa burocraticamente.
06Errori comuni da evitare
Il primo errore è sottostimare l'importanza del business plan. Un business plan generico o non sufficientemente dettagliato è la causa più frequente di rifiuti del visto E-2. Il piano deve dimostrare credibilità del modello di business, mercato target, proiezioni finanziarie, e calendario di assunzioni.
Il secondo errore è effettuare l'investimento dopo la richiesta del visto: i fondi devono essere già investiti o irrevocabilmente impegnati al momento della presentazione del dossier. Strutturare l'investimento in escrow vincolato all'esito del visto è una soluzione spesso accettata.
Il terzo errore è considerare l'E-2 un percorso verso la green card. Non lo è: l'E-2 è un visto non-immigrante e non porta direttamente alla residenza permanente. Chi cerca un percorso verso la green card deve considerare altri visti come l'EB-5 (immigrant investor) o transitioni complesse via EB-1.
